Ritorno al futuro

 

Quella del gruppo de La Lente è stata un’esperienza amministrativa che ci sentiamo di giudicare come positiva. All’inizio travagliata, ma non per questo deficitaria in termini di risultati utili alla collettività. La storia degli eventi è nota ai più. Diversità di vedute e qualche attrito personale più che effettive distanze nella gestione degli obiettivi, hanno inizialmente reso difficoltoso il percorso. Certo, non può negarsi che la frattura è costata in termini di serenità d’azione prim’ancora che per i risvolti giudiziari che pure ci hanno visto uscire indenni. Ma abbiamo sempre mantenuto impegno e volontà di arrivare al termine del mandato e così è stato. Mancano pochi passi alla soglia della cabina elettorale e non vogliamo cadere nella tentazione di stilare l’elenco delle cose fatte, delle opere eseguite, delle strade asfaltate per un lustro che sa più di captatio benevolentiae del momento. Anche perché onestà intellettuale imporrebbe che venisse parimenti ricordato quanto non è stato completato rispetto al programma d’inizio mandato. No. Preferiamo piuttosto ringraziare coloro che ci hanno sostenuto e dato fiducia, che hanno apprezzato i contenuti del giornale, le posizioni di fondo. E di conseguenza, ritenuto attribuirci anche il consenso politico-amministrativo. Non nascondiamo il dispiacere per i delusi che, per statistica ed esperienza, esprimono ex post un giudizio non all’altezza delle aspettative. E’ il rischio del mestiere che si deve saper accettare. Quattro liste si propongono adesso per il governo di una cittadina in espansione demografica come economica. Scegliere diventa difficile, o almeno più difficile rispetto alle tre alternative dell’ultima tornata. Si sa, il colore politico è la bussola che generalmente orienta ma il rinnovo di mandato a livello territoriale è deciso fondamentalmente in base alle qualità e alle capacità dei singoli, alla credibilità che si sono costruiti nella comunità locale. Dal canto nostro, determinato nella continuazione del progetto amministrativo è l’Assessore ai Lavori Pubblici Giorgio De Marco, che si presenta nella lista VIVIAMO TRESCORE spendendo il proprio nome e un’esperienza fresca di cinque anni. La maggior parte del gruppo de La Lente per diverse ragioni, non solo personali dei singoli, ha deciso di non riproporsi per concludere il percorso e mettere altri mattoni alla costruzione del bene comune. Questo non significa però che il giornale non continuerà nell’intento di portare avanti il suo ruolo di voce dell’informazione slegata dalle marchiature della politica e aperta al confronto sereno e lealmente critico con chi vorrà. Una periodico che guarda al futuro, cui tutti possono liberamente attingere e apportare il loro contributo. Per concludere, sia chiara una cosa: non c’è nessun curatore fallimentare o commissario giudiziale de La Lente in predicato di raccoglierne le presunte ceneri da spargere qua e là nel mare della liquidazione, come talune maldicenze vorrebbero far credere. Il periodico va avanti. Nulla vi è d’eterno, ma quando verrà il momento di fermarsi, saremo noi per primi a farlo sapere.

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