Come previsto nella road map della Legge Regionale n. 19 del 2008 sul “Riordino delle comunità montane in Lombardia”, si è costituita la Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi con sede a Lovere e che riunisce i territori (ben 38 comuni) fino a qualche mese fa divisi tra l’Alto Sebino, il Basso Sebino – Monte Bronzone e la Valle Cavallina. Accorpamento (avvenuto con il decreto del Presidente della giunta regionale n. 6503 del 26 giugno scorso) nell’ottica di una razionalizzazione della spesa pubblica e dei livelli di governo del territorio.
Alla fase formale è seguito un lungo processo politico in cui non sono mancati gli strascichi polemici (ancora una volta legati alla decisione della comunità montana Valle Cavallina di trasferire il proprio patrimonio in un consorzio costituito ad hoc, in quanto restia a fondersi con le comunità montane del Basso e Alto Sebino). Processo che si è concretizzato a fine ottobre con l’elezione del Presidente della nuova comunità montana nella persona di Simone Scaburri (attuale vice sindaco di Spinone al lago) e la successiva costituzione della Giunta.
Fanno parte dell’organo esecutivo oltre a Scaburri (con delega al Bilancio e personale), Heidi Andreina di Credaro (Turismo, cultura e promozione del territorio), Massimo Zanni di Tavernola (Agricoltura, forestazione e protezione civile), Lorena Boni di Villongo (Ambiente, parchi e riserve), Pierclara Spadacini di Lovere (Istruzione, sport e politiche giovanili), Loredana Sala di Rogno (Attività socio-assistenziali e sanitarie) e Giuseppe Gaverini di Trescore (Lavori pubblici, attività produttive e innovazione).
Una squadra di governo marcatamente rosa vista la predominanza del gentil sesso e con la presenza di un consigliere del nostro comune. Funzione importantissima e di prestigio quella che si appresta a ricoprire l’arch. Giuseppe Gaverini, che da a Trescore un peso ed una visibilità mai avuti prima in organi di governo sovra comunali. Sappiamo bene quante criticità presenta il nostro territorio in primis quelle infrastrutturali e quale impegno richiederà, alla luce dell’attuale crisi planetaria, progettare ed investire nell’innovazione….in bocca al lupo Giuseppe!
Quali scenari, quali prospettive per la neonata Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi?
Dalle parole di Scaburri appena eletto presidente:“…Finora si è parlato troppo delle diffidenze e delle differenze tra i tre territori. Oggi invece sono convinto che la fusione fra le tre Comunità montane, che sembrava una forzatura, possa aprire una nuova stagione per il rilancio di tutto il territorio…” traspare forte la voglia di andare oltre i personalismi ed i campanilismi che troppe volte hanno caratterizzato scelte e decisioni. Una sorta di ripartenza, di cambio passo necessari per l’avvio e la gestione di questa nuova entità, un lavoro non facile di riassetto organizzativo e di rilancio a 360° del territorio.
Ed è quanto ci auspichiamo. Non a caso proprio un anno fa da queste pagine, commentando gli sviluppi legati al riassetto degli enti locali e della conseguente riduzione dei costi della politica, scrivevamo: “….Accorpare tre Comunità montane (Valcavallina, Alto e Basso Sebino) con il conseguente ridimensionamento del livello politico elettivo non vuole certo dire che dal giorno successivo nessuno si occupi più di servizi sociali, raccolta rifiuti, tutela dell’ambiente, promozione del turismo, agricoltura. Gli uffici amministrativi chiamati a mettere in atto le direttive politiche su questi e altri temi resterebbero alle dipendenze dell’istanza superiore, che peraltro avrebbe la possibilità di una loro più facile razionalizzazione.
Infatti una programmazione a più vasto orizzonte (nel nostro caso si tratterebbe dell’area compresa fra Lovere, Trescore e Sarnico), sarebbe non solo utile ma anche maggiormente efficace se non quasi indispensabile. Si pensi, per esempio, alle due multiutility presenti sul territorio in questione Valcavallina Servizi da una parte e Servizi Comunali dall’altra, la loro fusione permetterebbe risparmi in termini di organi statutari, centralizzazione delle funzioni amministrative e miglior gestione dei servizi…..ma sarà possibile attuare tutto ciò? Oppure per i soliti motivi di geopolitica ognuno vorrà tenere per sè il proprio giocattolino?…”
Un percorso non facile che sconta e sconterà in un futuro prossimo le decisioni prese dal Governo centrale sia con la Legge Finanziaria (in fase di approvazione) che attraverso il Codice delle autonomie (il cosiddetto DdL Calderoli).
A tutto questo va aggiunta la presenza di un organo sovra comunale, il Consorzio Servizi Valcavallina, struttura sorta in palese contrasto con gli obiettivi del nuovo testo normativo regionale. Una sorta di sovrapposizione di ruoli con l’aggiunta di altre cariche, altri politici, altro personale e consulenti da remunerare. Insomma altri costi, chiaramente per i cittadini.
L’amministrazione comunale di Trescore, nello scorso mandato, decise di non aderirvi in quanto mancavano sia i presupposti legali che quelli economici. Come ampiamente spiegato nel numero di dicembre 2008: “….non tutti sanno che il costo legato alla costituzione del Consorzio (stando ai documenti pervenuti con la proposta di convenzione), si aggira intorno alla ragguardevole cifra di € 300.000 di cui circa la metà per consulenze! Davvero uno schiaffo a chi si trova a dover fare i conti con l’attuale grave crisi economica.
Vale la pena rimarcare nuovamente un aspetto fondamentale. Lo statuto consortile prevede la suddivisione del patrimonio in parti uguali fra i diversi Comuni, mentre la copertura delle spese generali ripartita in base al numero dei rispettivi abitanti. Condizioni francamente inaccettabili per Trescore. (…) Si consideri infine che del paventato patrimonio, permane l’assoluta indisponibilità. Ci si chiede ad esempio se la pista ciclo pedonale (che collega Zandobbio con il lago di Endine) possa considerarsi un bene patrimoniale di un consorzio, visto che di fatto anche chi non risiede in Val Cavallina può tranquillamente percorrerla….O forse i sette membri del cda delibereranno per limitarne l’accesso?…” Nulla di più vero ed attuale.
Insomma non è più tempo di mani bucate, si devono convincere sindaci e amministratori ad avere un comportamento più responsabile nell’uso dei soldi di tutti i cittadini… Senza dover citare i casi clamorosi di Catania e Napoli, se restiamo a casa nostra, qualche perplessità sulla gestione di società a capitale pubblico la nutriamo.
Stefano Oldrati

Scrivi un commento